Sono passati poco meno di 30 anni da quando nel 1990, insieme al compianto PDG Aldo Villani, il vero artefice di questa iniziativa, al Past Direttore Internazionale Giuseppe Grimaldi, ai PDG De Tullio Osvaldo, Manucci Umberto e Pampanini Franco

ed ai Soci Pasqualucci Vittorio Cilmi Vito e Brentazzoli Fabiola, fondammo l’Associazione Italiana Lions per il Diabete ONLUS con l’obiettivo di contrastare quella che da tutti viene ormai considerata come una delle maggiori emergenze sanitarie del nostro tempo: la diffusione che dovremmo definire epidemica del Diabete e delle sue complicanze con tutto il carico di morbilità, mortalità e costi sociali che questo comporta.

Al Lions Club International si deve riconoscere il merito di avere intuito la gravità del problema fin dagli anni ’80 del secolo scorso, quando la prevalenza del Diabete era ben lontana da quella attuale, inserendo il Diabete fra i suoi service permanenti.

Dal Global Report on Diabetes della WHO del 2016 si apprende che le persone affette da Diabete in tutto il mondo sono oltre 400 milioni, con una prevalenza dell’8,5% nella popolazione adulta, mentre erano poco più di 100 nel 1980. Con questo ritmo di incremento si prevede che nel 2040 avremo oltre 700 milioni di diabetici. In Italia, sono affetti da Diabete circa 5 milioni di soggetti di cui almeno 1 milione non sanno di esserlo. Queste cifre devono far riflettere perché il Diabete riduce ancora oggi la vita di 5-10 anni ed è una delle cause principali di malattie cardiovascolari, cecità, insufficienza renale e amputazione degli arti oltre ad incidere pesantemente sui costi sanitari.

L’AILD, tenendo fede ai suoi impegni statutari, ha concentrato la sua attività nei due obiettivi fondamentali: 1) la prevenzione del Diabete Mellito e delle sue complicanze e 2) la ricerca di modelli di terapia del Diabete più radicali di quelli oggi disponibili.

Sappiamo che il Diabete – e ci si riferisce al Diabete di Tipo 2 – si sviluppa lungo un continuum che, dalla normale tolleranza glucidica, passa ad una condizione di Prediabete (intolleranza al glucosio e alterata glicemia a digiuno) fino alla comparsa di Diabete manifesto definito da valori di glicemia a digiuno superiori a 125 mg%. E’ importante ricordare come le complicanze cardiovascolari possano iniziare già nella fase di Prediabete. Ecco perché l’intervento di prevenzione per essere efficace deve essere assai precoce nella storia naturale della malattia, mirando alla individuazione non solo dei Diabetici che ignorano di esserlo – cosa che abitualmente si fa con il dosaggio sul campo della glicemia – ma anche dei soggetti apparentemente sani ma a rischio di sviluppare il Diabete.

Uno strumento idoneo per valutare il rischio di Diabete è il Finrisk, approvato a livello internazionale, che prevede un punteggio basato sul rilievo di una serie di parametri anagrafici (età, familiarità), antropometrici (BMI, circonferenza alla vita), di abitudini motorie ed alimentari (consumo di frutta e vegetali) e della possibile presenza di ipertensione arteriosa.

L’individuazione dei soggetti a rischio consente di proporre un processo educativo finalizzato ad una modificazione dello stile di vita certamente in grado di prevenire la comparsa del Diabete. Infatti, sia il finlandese Diabetes Prevention Study che l’americano Diabetes Prevention Program hanno indipendentemente dimostrato che un intervento educativo era in grado di prevenire la comparsa del Diabete nel 58% di un’ampia popolazione affetta da Prediabete.

In questo compito l’AILD ha trovato un partner formidabile in Federfarma che ha consentito, con la collaborazione della maggior parte delle farmacie dell’Umbria, oltre 100, e, dallo scorso anno, anche delle Marche, di screenare, con il supporto di un programma gestionale, particolarmente in corrispondenza del Lions Day e della Giornata Mondiale del Diabete, oltre 10.000 soggetti che si sono presentati spontaneamente alle farmacie. Di questi ben il 2,43 % sono risultati affetti da Diabete conclamato ma ignorato fino a quel momento. Inoltre, nel 25,44 %  dei casi esaminati è stato riscontrato un rischio elevato o molto elevato di sviluppare il Diabete negli anni successivi allo screening.

Il secondo aspetto della missione dell’AILD è il supporto alla ricerca scientifica rivolta ad una terapia radicale del Diabete. In una prima fase, l’AILD ha convogliato i fondi provenienti dai Lions Club ma anche da Istituzioni pubbliche o private a varie Università Italiane per finanziare specifici progetti di ricerca nonché borse e premi di studio per ricercatori italiani e stranieri e, solo a partire dal 2015, l’impegno dell’AILD si è focalizzato sul sostegno di un proprio Centro di Ricerca targato Lions (Lions International Diabetes Research Center).

Infatti, nell’Ottobre 2015, è stato stipulato un protocollo d’intesa con il Centro Medico Demetra di Terni sottoscritto dal Governatore in carica del Distretto 108L Prof. Sediari in rappresentanza del Multidistretto e dal Presidente dello stesso Centro Demetra che ha messo a disposizione dell’AILD, in comodato d’uso gratuito, laboratori e vari strumenti fra cui un prezioso separatore cellulare. Il Centro di ricerca targato Lions è stato inaugurato nell’Ottobre 2015, con il taglio del nastro da parte del Past Direttore Internazionale Pino Grimaldi, e dedicato alla memoria del compianto PDG Aldo Villani che del Centro è stato il primo ideatore.

Il Centro è stato affidato alla responsabilità del Prof. Riccardo Calafiore della Università di Perugia, distaccato a Terni e Membro del Consiglio Direttivo dell’A.I.L.D. Delle varie linee di ricerca condotte nel Centro una menzione particolare merita il progetto altamente innovativo di una terapia cellulare del Diabete che si avvale dell’impiego di cellule staminali mesenchimali adulte umane estratte dal cordone ombelicale post-partum e microincapsulate in alginato di sodio “clinical grade”. Si ottiene così un costrutto bio-ibrido (hUCMS in microcapsule), assimilabile ad un farmaco vero e proprio, in grado di indurre, attraverso il rilascio di molecole ad attività immunomodulatoria e pro-rigenerativa, uno stato di immunotolleranza acquisita in pazienti con Diabete di tipo 1 di recente insorgenza (abbattendo le popolazioni T linfocitarie ed espandendo quelle T regolatorie) e la ricostituzione della massa β-cellulare pancreatica andata distrutta. Tutta la tecnologia impiegata è coperta da brevetto negli USA. Dopo i risultati positivi ottenuti nell’animale da esperimento è stato proposto all’AIFA l’impiego della medesima tecnica nell’uomo.

Il nuovo sito dell’AILD che oggi viene inaugurato sarà la sede in cui ogni nuova attività, ogni risultato ottenuto nei programmi di prevenzione e di terapia del Diabete ed ogni notizia di rilievo proveniente dalla letteratura internazionale saranno tempestivamente comunicati.

Prof. Paolo Brunetti

Presidente AILD ONLUS

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