Chi siamo

Associazione Italiana Lions Per Il Diabete Onlus (Aild)

Fra le Associazioni nate all’interno del Multidistretto l’AILD è una delle più antiche essendo stata fondata nel 1990  dal compianto PDG Aldo Villani e, nello stesso anno, accreditata in sede internazionale. Oggi appare sempre più chiaro che il Diabete rappresenta una delle maggiori emergenze sanitarie del nostro tempo a livello planetario. Le persone affette da Diabete in tutto il mondo sono oltre 400 milioni, mentre erano circa 100 nel 1980.

Con questo ritmo di incremento si prevede che nel 2025 avremo oltre 700 milioni di diabetici. In Italia, è affetto da Diabete l’8.5% della popolazione adulta – con punte fino al 20% sopra i 70 anni – pari a circa 5 milioni di soggetti di cui almeno 1 milione non sanno di esserlo. Queste cifre devono far riflettere perché il Diabete riduce ancora oggi la vita di 5-10 anni ed è una delle cause principali di malattie cardiovascolari, di cecità, di insufficienza renale e di amputazione degli arti. L’elevata incidenza di Diabete e Prediabete non può non incidere pesantemente sui costi sanitari. In Italia i costi diretti sono stati calcolati in 15 miliardi di euro per anno, pari al 13% del Fondo Sanitario Nazionale. A questi vanno aggiunti i costi diretti personali calcolati in 3 miliardi ed i costi indiretti calcolati nella misura di 12 miliardi.

Tutto questo a prescindere dai costi morali in termini di ridotta qualità della vita, di invalidità, di inabilità lavorativa e di eccesso di mortalità. Si configura quindi una vera e propria epidemia a livello globale con costi altissimi per i singoli individui come per lo stato e quindi con la necessità urgente di mettere in campo una efficace politica di prevenzione. L’AILD, tenendo fede ai suoi impegni statutari, ha concentrato la sua attività nei due obiettivi fondamentali: 1) la prevenzione del Diabete Mellito e delle sue complicanze e 2) la ricerca di modelli di terapia del Diabete più radicali di quelli oggi disponibili.

  1. Attività di prevenzione.

    La prevenzione del Diabete passa attraverso l’individuazione dei soggetti a rischio di sviluppare il Diabete e di quelli affetti da Prediabete ai quali rivolgere un programma educativo volto a modificare uno stile di vita non corretto sotto il profilo alimentare e motorio. In questo compito l’AILD ha trovato un partner formidabile in Federfarma che ha consentito, con la collaborazione della maggior parte delle farmacie dell’Umbria, oltre 100, e, dallo scorso anno, anche delle Marche, di screenare, particolarmente in corrispondenza del Lions Day e della Giornata Mondiale del Diabete, un numero notevole di soggetti. L’indagine, preceduta e accompagnata da segnalazioni sulla stampa e sulle Tv locali, ha anche il compito di sensibilizzare la popolazione verso questa malattia la cui gravità è il più delle volte ignorata o sottovalutata.Per la valutazione del rischio di Diabete è stato impiegato il Finnish Diabetes Risk Score (Findrisk) accettato internazionalmente. Per ottimizzare questo progetto, è stato realizzato, da parte di una società informatica, un sistema gestionale, per l’inserimento, da parte dei singoli operatori, dei dati relativi al rischio di Diabete in un modulo elettronico che ne consente l’archiviazione e la pronta elaborazione. Parallelamente, è stata misurata la glicemia per l’identificazione dei casi di Diabete misconosciuto. Utilizzando questa metodologia sono stati esaminati oltre 10.000 soggetti che si sono presentati spontaneamente alle farmacie.

    Di questi ben il 2,43 % sono risultati affetti da Diabete conclamato ma ignorato fino a quel momento. Inoltre, nel 25,43 %  dei casi esaminati è stato riscontrato un rischio elevato o molto elevato di sviluppare il Diabete negli anni successivi allo screening. La presa d’atto di questo rischio, come della diagnosi di Diabete, è il punto di partenza per la messa in atto di tutti quei provvedimenti, soprattutto inerenti allo stile di vita, utili per prevenire l’insorgenza della malattia e delle sue complicanze. Sarebbe auspicabile che questo modello di indagine fosse esteso a tutto il Paese in analogia con quanto si va facendo in Inghilterra e negli USA.

    Una ulteriore linea di attività orientata alla prevenzione primaria del Diabete è anche quella dedicata alla prevenzione dell’obesità infantile. Fino al 30% dei nostri ragazzi è infatti obeso o in sovrappeso a causa di una alimentazione errata per eccesso e qualità e per un difetto di attività motoria. Poiché l’obesità del bambino è la premessa dell’obesità e del Diabete dell’età adulta è di importanza primaria svolgere un’opera di contrasto alla obesità infantile. E’ stato ideato a questo scopo un metodo didattico informatico (Previenigiocando) fondato su una piattaforma on-line che consente, di stabilire, nelle scuole, un rapporto interattivo con studenti, docenti e genitori per trasferire, da un ampio database, contenuti didattici idonei a correggere errate abitudini alimentari e a stimolare l’attività fisica.

  2. Attività di ricerca.

    Il sostegno alla ricerca è stato, fin dall’inizio, uno degli obiettivi statutari dell’AILD. Fino a pochi anni orsono l’AILD ha adempiuto a questo compito destinando le risorse finanziarie di cui ha potuto disporre per sostenere, in diverse Università, vari progetti di ricerca nonché borse e premi di studio destinati a studiosi Italiani e stranieri. Nel 2015, grazie alla disponibilità del Centro Medico Demetra di Terni che ha accettato di mettere a disposizione dell’A.I.L.D. i laboratori e gli strumenti di alto livello di cui dispone, è stato inaugurato un Centro di Ricerca targato Lions (Lions International Diabetes Research Center) Al Prof. Riccardo Calafiore della Università di Perugia, Membro del Consiglio Direttivo dell’A.I.L.D. è stata affidata la responsabilità scientifica del Centro.Tema centrale di ricerca è la terapia cellulare del Diabete. La presenza in Demetra di macchinari (Prodigy ®Mylteni) all’avanguardia per la produzione di prodotti cellulari in condizioni controllate per impiego umano (cGMP), rappresenta una pregiudiziale fondamentale per applicare la terapia cellulare al paziente diabetico, poiché risponde ai criteri promulgati da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ed EMA (European Medicines Agency). L’esecuzione operativa dei trapianti verrà invece effettuata presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Terni, che dispone di una struttura cGMP già impiegata per il trapianto di cellule staminali neurali in pazienti con SLA.

    L’obiettivo a breve termine è quello dell’impiego di cellule staminali adulte umane, prodotte in modalità cGMP dal gel di Wharton del cordone ombelicale umano (hUCMS), microincapsulate in membrane di alginato “clinical grade” per la cura radicale del diabete di tipo 1 e possibili proiezioni anche verso il diabete mellito di tipo 2. Il costrutto hUCMS-capsule può essere assimilato ad un farmaco vero e proprio, poiché le cellule microincapsulate rilasciano molecole ad attività immunomodulatoria e pro-rigenerativa. E’ stato infatti dimostrato nel nostro laboratorio che le hUCMS microincapsulate sono in grado di abbattere le popolazioni T linfocitarie e di espandere quelle T regolatorie di pazienti con diabete di tipo 1 di recente insorgenza. Questi dati sono stati comunicati al Congresso della American Diabetes Association, Boston nel Giugno 2015 e del tutto recentemente pubblicati (1). Agendo inoltre anche sulle cellule progenitrici pancreatiche, vi sono i presupposti per il reintegro di gran parte della massa β-cellulare pancreatica andata distrutta ed il ripristino della sua funzione. Un studio preclinico eseguito in modelli murini di diabete spontaneo conferma questa ipotesi.

  1. Montanucci P et al. Restoration of Tcell substes of patients with type 1 diabetes mellitus by microencapsulated human umbilical cord Wharton jelly-derived mesenchymal stem cells: An in vitro study. Clin Immunol.2016 Dec 8;163:34-41. doi: 10.1016/j.clim.2015.12.002. [Epub ahead of print]
31 ottobre 2018

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