LONGEVITA’ E DIETE TRADIZIONALI ANTICHE

AILD – ospitiamo un articolo della d.ssa Romina Giuliani e del dr Marco Songini Consigliere Aild ringraziandolo per la preziosa collaborazione:

LONGEVITA’ E DIETE TRADIZIONALI ANTICHE

La connessione tra antica cultura e alimentazione è il catalizzatore di un corretto e sano stile di vita. Molti modelli dietetici tradizionali hanno simili basi: cereali integrali, verdure, legumi, noci, olio di oliva, vino rosso, pesce fresco, pochi grassi animali. Quindi la Dieta Tradizionale in generale promuove un corretto stile di vita e attua benefici sul sistema cardiovascolare, sulla risposta insulinica e tolleranza al glucosio, sul sistema immunitario, un mezzo per migliorare la salute, la qualità e lo life span; mostra associazioni inverse con le malattie metaboliche, cardiovascolari, neurodegenerative, la resistenza all’insulina, diverse neoplasie maligne. Perciò, “tornare indietro” significa “prevenire” e/o “proteggere” la salute sia nel presente che nel futuro. I componenti bioattivi contenuti sono in grado di intervenire durante le fasi uno e due della detossificazione epatica, sulla riparazione del DNA, sulla crescita e la differenziazione cellulare, sull’apoptosi, sullo stress ossidativo, sulla metaflammation.
L’epigenoma è l’obiettivo primario della modulazione dell’espressione genica correlata a questi nutrienti che possono modulare meccanismi epigenetici portando a una regolazione dell’espressione genica efficace, in risposta alle modifiche nutrizionali. Quindi la dieta epigenetica può essere meglio definita Dieta Tradizionale Antica, caratterizzata dalla presenza di fattori nutrizionali bioattivi in grado di influenzare i meccanismi epigenetici che proteggono dal cancro e dal processo di invecchiamento, soprattutto in associazione al caloric restriction. Queste diete che possono essere definite anche “Autoctone Primitive”, sono un pool nutrizionale eterogeneo comprendente diversi nutraceutici: apportatrici di un buon quantitativo di fibre, antiossidanti e antinfiammatori, contrastanti i biomarker dell’aging (glicazione, infiammazione, stress ossidativo). Possono essere considerate diete cardioprotettive, in quanto in grado di ridurre la morbilità e la mortalità per eventi cardiovascolari. Inoltre, incidono positivamente non solo sull’insorgenza ma anche sulla progressione delle patologie neurodegenerative (AD). L’accorciamento dei telomeri si è rilevata la principale causa dell’invecchiamento e delle malattie correlate con l’età (tumori, malattie autoimmuni, CVD). A quanto pare l’impostazione nutrizionale che rispecchia una cultura antica si riscontra nella maggiore lunghezza dei telomeri (biomarker della longevità).
Per quanto riguarda il consumo minimo di proteine animali e il basso IG della Diete Tradizionali, si è notato che inibiscono l’attività mTOR con una dow-regulation del segnale che porta all’attivazione di FOXO3A e riducono i livelli sierici di IGF-1. Di conseguenza, è favorita la trascrizione di geni omeostatici che favoriscono la longevità. L’assunzione di MUFA e PUFA e la metilazione del DNA del gene regolatore CLOCK ha permesso una riduzione ponderale in donne obese e in sovrappeso. L’acido oleico ha attività anti-infiammazione e anti-ipertensione, previene le malattie cardiovascolari e il T2DM. L’oleuropeina (e i suoi derivati) e la quercetina sono stati identificati come i principali composti di EVOO che esercitano effetti antiproliferativi nell’intestino. Inoltre, il consumo moderato di vino rosso è correlato positivamente col minor rischio di CVD (andamento a U).
Si può adattare la sana alimentazione alla cultura, per permettere ad ogni popolazione di adeguare l’antica tradizione al corretto stile di vita. L’individualizzazione della consulenza nutrizionale potrebbe essere l’obiettivo più importante per l’accettazione della cura e la prevenzione delle patologie correlate alla dieta, per la protezione della salute dell’uomo, di ogni tradizione e cultura.

Dott.ssa Romina Giuliani, laureanda in Scienze dell’alimentazione, salute e benessere dell’uomo e tirocinante presso Centro Diabetologico AOB e ASRIS (Associazione Sarda per lo Studio e la Ricerca dell’IDDM in Sardegna); Dott. Marco Songini, Direttore del Centro diabetologico AOB e Direttore ASRIS, membro CD AILD (Associazione Italiana Lions per il Diabete).